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Il comune di Carpignano Sesia appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia - Economia

La Storia di Carpignano Sesia

L'Ottocento e il Novecento

Il Settecento si chiuse con i sommovimenti causati dall'avvento del regime napoleonico, conseguente ai mutamenti rivoluzionari in Francia, mentre il secolo successivo si sarebbe aperto con quelli determinati dalla sua caduta e dalla restaurazione dei regimi precedenti.
In poco più di quindici anni i nostri territori conobbero tante trasformazioni politiche e variazioni confinarie e di distrettuazione quante non ne avevano conosciute nei quattro o cinque secoli precedenti. La rivoluzione era scoppiata nel 1789 in Francia; in breve le altre nazioni si erano coalizzate contro la stato che minacciava la diffusione delle nuove idee repubblicane in tutto il continente. Anche il Regno di Sardegna si schierò, e per finanziare la guerra ordinò la requisizione degli ori e degli argenti delle chiese e delle campane delle torri.
Il 2 gennaio 1795 dal campanile della nostra parrocchiale erano state calate quattro campane; assieme a quelle requisite dai paesi vicini, dovevano essere trasferite a Fara.
Il gelo invernale tuttavia impediva il loro trasporto: il Consiglio Comunale era costretto ad attendere la prima opportunittì dello squaliamento de'giacci tanto in capoluogo, che per il longo delle strade comunali154. Non risulta però che i carpignanesi si siano poi recati a riprendersi le loro campane a Fara qualche mese doto, come fecero invece i sizzanesi, i romagnanesi e altri abitanti di località circostanti, avendo visto che i bronzi non venivano ancora trasferiti a Torino'". Il 1796 segnò le prime folgoranti vittorie napoleoniche in Piemonte e in Lombardia con l'Armata d'Italia.
Il 16 maggio la Lombardia diveniva Repubblica Transpadana; l'anno seguente era incorporata con la Romagna nella prima Repubblica Cisalpina.
Il Piemonte è interamente occupato dai francesi nel 1798, ma la partenza di Napoleone per la campagna d'Egitto permette agli austriaci di riprendersi il controllo dell'Italia settentrionale, finché il Bonaparte nel corso di una seconda campagna italiana li sconfigge a Marengo il 14 giugno 1800.
Il 7 settembre seguente un decreto del Primo Console dà vita alla seconda Repubblica Cisalpina, che vede l'unione del Novarese, del Vigevanasco e della Lomellina (terre già piemontesi) all'omonima già esistente in territorio lombardo, emiliano e romagnolo. Sul modello della Repubblica Francese, la Cisalpina veniva suddivisa il 23 settembre 1800 in Dipartimenti ciascuno governato da un Prefetto: il Novarese formava il Dipartimento dell'Agogna.
Quest'ultimo era composto da dodici Circondari, che nel maggio 1801 sarebbe stati ridotti a cinque; Carpignano rientrava nel primo di essi, con capoluogo Novara". Il 26 gennaio 1802 la Cisalpina veniva mutata in Repubblica Italiana presieduta dallo stesso Napoleone, con una nuova Costituzione. Le trasformazioni amministrative e politiche non erano finite: con l'incoronazione imperiale di Napoleone, la Repubblica Italiana diveniva Regno d'Italia nel marzo 1805. Il demanio francese si riservò così i diritti di pesca, passaggio, navigazione e polizia sulla Sesia (tornata a essere linea confinaria, tra il Regno d'Italia francese e il Regno di Sardegna in Piemonte), nonché l'alveo del fiume e le sue isole. Ai Comuni fu fatto obbligo (e così fu fino al 1814) di tenere anch'essi i registri dello stato civile della popolazione.
Quegli anni furono assai turbinosi, non solo per le invasioni militari ma anche per i repentini mutamenti politici che creavano spesso disorientamento o occasioni favorevoli a individui senza scrupoli.
Disordini si verificavano anche nelle piccole comunità della campagna: il Direttore Centrale del Dipartimento, Antonio Maria Bono, già il 27 febbraio 1799 (9 piovoso anno 7°) denunciava che nel seno istesso delle Municipalità di Fara, Carpignano, Galliate e Domodossola domina la discordia o tra rispettivi membri municipali, o tra questi ed i commissari colà stabiliti a seconda degli ordini delle autorità francesi.
Cangiansi talvolta le pacifiche ed utili discussioni in vergognose ingiurie e contumelie".
Con la creazione della Repubblica Italiana nel gennaio 1802, vennero anche riformate le amministrazioni locali: le Municipalità vennero insediate nei Comuni, fra i quali quelli con meno di 3000 abitanti (come Carpignano) erano retti da un Consiglio di tre membri (denominato Deputazione all'Estimo).
La Deputazzone di Carpignano è documentata dal giugno 1802 all'aprile 1803) Era formata dalla nobildonna Margherita Pinzio, rappresentata però dal notaio Giovan Battista Silva, da Lorenzo Mossotti e da Giacomo Bonenti; il 5 giugno 1802 nominò il Sindaco nella persona di Gaspare Gojo.
In 37 verbali la Deputazione si occupò di varie materie di amministrazione e di ordine pubblico: soprattutto la fissazione dei prezzi dei generi di prima necessità (il pane, le carni), la nomina dei postieri di sale e tabacchi, la coscrizione militare, il suono della ritirata serale, ma anche l'indizione di tridui, novene e processioni per ottenere la pioggia, nonché la preparazione di feste religiose particolarmente solenni come Santa Croce e il trasporto straordinario delle reliquie di Sant'Olivo.
I problemi non mancavano: ripetutamente i Deputati invitano la popolazione al rispetto delle leggi, al pagamento delle imposte, all'arruolamento nella Guardia Nazionale; i macellai del paese si dimisero clamorosamente dalle loro mansioni giudicando troppo bassi i prezzi delle carni fissati dalle tariffe comunali; la popolazione non nascondeva il proprio malcontento in occasione di rincari dei prezzi del pane.
Concludendo il proprio mandato il 16 febbraio 1803, la Deputazione doveva con rincrescimento sottolineare ancora che alcuni idioti e malevoli abbiano osato, ed osano, senza fondamento dispiegare insulse voci, con quali credono di compromettere l'onestà della Deputazione.


Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati